Un mondo di libri:
divani in viaggio
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Città di T., pochi anni fa.
Anna, giovane donna al suo primo incontro con la politica locale, guida il lettore con uno sguardo concreto e privo di idealizzazioni che attraversa l’intera narrazione.
Quello di Anna è un mondo fatto di amore, di amicizie, di serate leggere tra ben pensanti di destra e presa di coscienza della realtà tra sezioni di partito di sinistra, campagne elettorali e rapporti di potere.
L'impegno politico si rivela fondante per una giovane vita che cerca di migliorare la realtà intorno a sé, di credere nei propri ideali e di combattere affinché questi si avverino.
Insieme alla sorella Irene, Anna partecipa attivamente alla campagna elettorale di Ernesto, candidato sindaco. È in questo ambiente che le
due donne incontrano Paolo, un uomo più grande di loro profondamente devoto alla politica.
Nel confronto con Anna, l’uomo ricostruisce le ferite ancora aperte lasciate dalla destra neofascista, responsabile di una stagione di
stragi e omicidi che ha messo in ginocchio il Paese. Una violenza sistematica, resa possibile, in molti casi coperta, dall’appoggio di poteri forti e da apparati dello Stato che hanno protetto i responsabili o ne hanno occultato l’identità, attribuendo le stragi a matrici estranee.
Tra i fatti richiamati emerge l’uccisione del magistrato Mario Amato, che fu ucciso il 23 giugno 1980 a Roma perché, come magistrato, stava conducendo indagini delicate sul terrorismo neofascista. In particolare lavorava sui NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) e sui legami tra estrema destra armata, criminalità e ambienti eversivi.
"Il terrorismo nero, l'eversione fascista degli anni Settanta non era frutto di spontaneismo, ma era il risultato di un reclutamento del proprio braccio armato da parte dello Stato deviato e stragista: lo Stato cattivo maestro di tanta gioventù."
Paolo sceglie una via d’azione che si rivela sbagliata, mentre Anna, attraversando il fallimento e la disillusione, matura una consapevolezza diversa. È proprio in questa distanza che la protagonista trova la propria direzione, imparando a portare avanti i suoi ideali senza piegarsi, ma anche senza cedere alla vertigine di scorciatoie pericolose.
Vertigine di Nicola Ruganti
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