Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Ambientato nel 2018, tra Catania e le pendici dell'Etna, sconvolte dal terremoto e dall'attività eruttiva, il romanzo intreccia il ritmo del poliziesco con il fascino oscuro della tradizione popolare siciliana.
La cenere vulcanica che cade incessante diventa il simbolo di un territorio ferito, dove la mafia continua a esercitare il proprio potere e antiche superstizioni sembrano riaffiorare dal cuore della montagna.
L'ispettore Luigi Traversa, poliziotto di origini venete trasferito in Sicilia, conduce un'indagine piuttosto complessa insieme ad una squadra di colleghi tra cui la viceispettrice Sonia Orlando e il commissario Antonio Lorefice, sempre combattuto tra senso del dovere e compromessi morali.
Tutto inizia con il ritrovamento di due cadaveri, entrambi con una misteriosa moneta sotto la lingua contrassegnata dal simbolo della theta infelix. Le indagini conducono verso piste che coinvolgono mafia, vecchi delitti irrisolti, traffici illeciti nel Parco dell'Etna e oscure leggende sui diavoli meridiani, creature che secondo la tradizione emergerebbero dalla montagna a mezzogiorno per vendicarsi.
Mentre il commissariato cerca di districarsi tra vendette, regolamenti di conti e interessi criminali, ogni protagonista affronta anche i propri conflitti personali: amori falliti, sensi di colpa, violenza domestica, rapporti familiari difficili e il desiderio di trovare un riscatto.
Realtà e mito sembrano avvicinarsi sempre di più, fino a rendere incerto il confine tra superstizione e razionalità.
L'opera fonde efficacemente il noir investigativo con il romanzo sociale e il folklore siciliano. L'Etna non è soltanto lo sfondo dell'azione, ma una presenza viva e simbolica che riflette il tormento dei personaggi e custodisce i segreti del passato.
La narrazione alterna momenti di tensione investigativa a scene intime, spesso attraversate da ironia amara e dialoghi arricchiti da espressioni in siciliano, che conferiscono autenticità all'ambientazione.
Al centro emerge una riflessione sul rapporto tra giustizia e compromesso, sulla difficoltà di espiare le proprie colpe e sull'impossibilità, talvolta, di raggiungere una verità assoluta: proprio come il fondo di un pozzo, la verità resta spesso nascosta a chi non riesce a guardare abbastanza in profondità.
«"La verità è nel fondo del pozzo" mormorò. Lui ci si era avvicinato, sull'orlo del pozzo, giusto per taliare. Ma poi si era fermato: mica aveva avuto il coraggio di scendere a vedere se c'era il sole o c'era la luna, giù. S'era accontentato nemmeno di vedere, gli era abbastato che gli dicessero: "è sole" o "è luna" e aveva finto di crederci.»
Theta infelix di Rosario Russo, Apalós 2026
Contattami via email: unmondodilibri19@gmail.com
Copyright © 2021 unmondodilibri.com. All Rights Reserved.