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divani in viaggio
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Capurso, anni Trenta - anni Settanta. Un microcosmo sociale in cui la miseria, le gerarchie familiari e il bisogno di riscatto si intrecciano con le trasformazioni del Novecento, dalla guerra al dopoguerra, fino alle nuove aspirazioni economiche. La Storia entra nelle case e nei corpi, modificando possibilità e aspettative senza cancellare le disuguaglianze.
«Sopra le loro teste era sempre risuonata la legge del più forte. […] Questa era la Storia».
Al centro della vicenda si trova Nunzia Battista, sedicenne che intravede nel proprio futuro una promessa di ricchezza e affermazione. Il matrimonio con Nicola Epifania, pastore incapace di corrispondere alle sue ambizioni, inaugura una storia familiare segnata da tensioni, compromessi e passioni. Con il passare degli anni, la traiettoria di Nunzia si intreccia con quella del figlio Domenico, della moglie Anna e di una comunità in cui il sapere artigianale delle ricamatrici può trasformarsi in risorsa economica. Attorno a queste esistenze agisce anche la figura di Santa Barbara, presenza religiosa e leggendaria che conferisce ai desideri una dimensione ambigua, sospesa fra devozione, superstizione e vendetta.
Il romanzo interroga così il confine fra emancipazione e sopraffazione. La volontà di sottrarsi alla povertà può alimentare una logica predatoria, nella quale il successo individuale non coincide necessariamente con la liberazione collettiva. Il desiderio diventa una forza ambivalente: promette un’altra vita e, nello stesso tempo, espone al rischio di riprodurre le violenze da cui si vorrebbe fuggire.
La scrittura asseconda questa ambiguità attraverso una struttura corale, una cronologia non rigidamente lineare e una lingua capace di alternare concretezza domestica, tensione visionaria e memoria storica. Sogni, voci e credenze popolari non costituiscono un semplice ornamento fantastico, ma partecipano alla costruzione della realtà narrativa.
Il romanzo restituisce così al Sud una complessità irriducibile agli stereotipi della marginalità. La saga familiare diventa un’indagine sulla trasmissione delle ambizioni, sul peso delle origini e sulla possibilità di sottrarsi a un destino apparentemente già scritto.
Santa Barbara di Nicola La Gioia
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