Un mondo di libri:
divani in viaggio
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Il 15 maggio 1986, mentre Jorge Luis Borges celebra il suo secondo matrimonio, a Roma si svolgono i funerali di Maria Bellonci. La coincidenza temporale, quasi romanzesca, costituisce il punto di partenza di questo volume, che sceglie di ricostruire a ritroso la vita della scrittrice seguendo due traiettorie parallele: quella della grande autrice di romanzi storici e quella dell'instancabile organizzatrice del Premio Strega. Due percorsi destinati a intrecciarsi continuamente, ma non sempre a coincidere.
La sera stessa delle esequie prende infatti avvio il primo atto ufficiale della quarantesima edizione del Premio Strega, nato nel 1947 dall'esperienza degli Amici della Domenica. Tra i libri in concorso figura proprio Rinascimento privato, pubblicato l'anno precedente e frutto di oltre mezzo secolo di studi, letture e sedimentazioni narrative. Sarà proprio quel romanzo a vincere il premio, consacrando postuma la sua autrice.
Il libro alterna la storia della Bellonci scrittrice a quella della Bellonci istituzione culturale.
Da una parte emerge la ricercatrice rigorosa che costruisce i suoi romanzi fondendo verità documentaria e immaginazione narrativa; dall'altra la figura che, insieme al marito Goffredo Bellonci, trasforma le riunioni domenicali nella propria casa in uno dei più importanti osservatori della vita letteraria italiana.
Particolarmente affascinante è la ricostruzione della genesi di Rinascimento privato. Attraverso documenti, lettere e testimonianze emerge il rapporto con il sacerdote canadese André Desjardins, probabile ispiratore del personaggio di Robert de la Pole. Le ricerche negli archivi mantovani, la lunga frequentazione delle figure di Isabella d'Este e Lucrezia Borgia e la continua sovrapposizione tra esperienza personale e invenzione romanzesca mostrano il laboratorio creativo della Bellonci.
Accanto a Maria prende forma anche la figura di Goffredo Bellonci, compagno di vita e interlocutore intellettuale decisivo. Le loro vicende personali, il matrimonio nonostante le difficoltà economiche, il sostegno reciproco e la fitta corrispondenza sopravvissuta nonostante le volontà testamentarie della scrittrice, contribuiscono a delineare un ritratto umano di grande intensità.
Il risultato è una biografia che supera la semplice ricostruzione documentaria. Gli estratti dai diari e dalle lettere restituiscono direttamente la voce della protagonista. Ne emerge una donna elegante e autorevole, ma soprattutto una scrittrice che concepisce la letteratura come un paziente lavoro di immedesimazione. Per Bellonci il romanzo storico non consiste nella ricostruzione antiquaria di un'epoca, bensì nell'entrare nella coscienza dei personaggi fino a confondere la propria voce con la loro. Isabella d'Este, Lucrezia Borgia e gli altri protagonisti dei suoi libri diventano così strumenti per interrogarsi.
In questa prospettiva assume particolare rilievo il continuo intreccio tra vita e scrittura che il volume mette in luce. I rapporti con Goffredo Bellonci, con André Desjardins e con le persone che hanno attraversato la sua esistenza riaffiorano trasformati nelle pagine dei romanzi, non come autobiografia mascherata, ma come materia trasfigurata dall'invenzione letteraria.
"Tutta la sua opera, per quasi mezzo secolo, non ha fatto altro che raccontare donne e uomini del passato nella loro intima essenza, portando in piena luce, cioè alla pubblica attenzione, quanto occorreva per comprenderli e comprendere, con loro, noi stessi."
Romanzo privato di Stefano Petrocchi, Mondadori 2026
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