Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Londra, 2020.
Un romanzo, saggio e memoir, una meditazione sulla memoria, sull’amore e sulla fine della vita.
Al centro del libro c’è la storia di Stephen e Jean, amici conosciuti a Oxford che si innamorano, si perdono e si ritrovano dopo quarant’anni. Intorno a questa vicenda Barnes intreccia ricordi personali e riflessioni autobiografiche, tra cui il racconto della diagnosi di una rara leucemia durante la pandemia. La malattia diventa l’occasione per interrogarsi sul tempo, sull’invecchiamento e sull’affidabilità dei ricordi.
Il tema chiave è la memoria, vista non come archivio fedele ma come costruzione fragile e continuamente riscritta. In questo senso Barnes si avvicina alla lezione di Marcel Proust: il passato riaffiora in frammenti sensoriali e affettivi, più che in una cronologia ordinata. Anche la struttura del libro segue questa logica, alternando digressioni, racconti e riflessioni.
Lo stile resta sobrio e ironico, capace di affrontare temi come malattia e morte con lucidità e misura.
"È solo l’universo che fa il suo mestiere."
Nelle ultime pagine la narrazione si dissolve in una riflessione sul tempo che resta. Il romanzo diventa così un congedo discreto dalla scrittura, l'autore ha dichiarato che sarà l'ultimo, e insieme un omaggio alla lettura: ciò che sopravvive, suggerisce Barnes, non è l’autore, ma l’esperienza che i libri continuano ad accendere nei lettori.
Partenze di Julian Barnes
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