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divani in viaggio
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Nella Milano contemporanea, tra le architetture Liberty di Porta Romana, una villa borghese consunta dal tempo ospita un progetto di abitare collettivo. È Villa Debora, dove Sara, architetta, sperimenta una forma di convivenza femminile fondata sulla condivisione degli spazi e delle responsabilità. Otto donne, differenti per età, provenienza e condizioni esistenziali, compongono questa comunità regolata da un manifesto. Tra loro ci sono Argenta e Adele, quindicenni agli antipodi per indole e sensibilità, la cui iniziale diffidenza evolve in un legame intenso. L'ingresso di Adele e della madre Valeria, in fuga da un marito violento, altera l'assetto della casa, portandovi una realtà segnata dalla sopraffazione. Attorno alle due adolescenti si delineano le vicende delle altre abitanti, ciascuna alle prese con una diversa forma di vulnerabilità, perdita o riscatto.
Aurora Tamigio affida la narrazione alla villa, sottraendo il racconto a una prospettiva individuale e conferendogli una singolare profondità temporale. La casa osserva, trattiene, registra: è insieme contenitore di esistenze e soggetto coinvolto nelle loro trasformazioni. La sua voce permette di restituire la coralità senza dissolvere le singole identità.
"Sperimentano l'esistenza le rocce, i metalli, i sali, i gas, gli acidi, e compongono alcune delle cose più sorprendenti che nella vostra vita a sangue caldo potete trovarvi a rimirare. Le stelle, gli oceani, le montagne, la neve, le spiagge, i diamanti, i vulcani, le tempeste. E anche le case in cui avete abitato. Per noi il tempo passa in modo differente, ma non vuol dire che ne siamo immuni: come voi nasciamo, cresciamo, diventiamo anziane e siamo destinate a morire."
Al centro del romanzo si colloca una questione tutt'altro che pacificata: fino a che punto la protezione può conciliarsi con l'autodeterminazione? Il progetto di Sara, nato da un impulso solidaristico, rivela progressivamente le tensioni insite in ogni modello comunitario. L'idealismo deve confrontarsi con la gestione del potere, con gli interessi individuali e con la necessità di compromessi.
Un romanzo sull'abitare come pratica relazionale e sulla famiglia come legame che può eccedere i confini di sangue.
Otto ragazze di Aurora Tamigio
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