Un mondo di libri:
divani in viaggio
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Sao Paolo, anni '70.
La scrittrice, Betina Anton, frequenta una scuola tedesca in cui lavora la sua maestra, chiamata da tutti Tante Liselotte.
Una vita tranquilla, fino a quando nel 1985 si scopre che la maestra Liselotte aveva offerto protezione per almeno dieci anni ad uno dei criminali nazisti più ricercati al mondo: Josef Mengele. Ma non lo aveva solo protetto, aveva anche assistito alla sua morte per annegamento in mare nel 1979 e lo aveva fatto seppellire sotto falso nome depistando sia le autorità sia i cacciatori di nazisti che si occupavano del caso.
È solo diversi anni più tardi, quando le forze congiunte di diversi paesi decidono di dover trovare a tutti i costi il criminale che la verità emerge.
Mengele, fuggito quasi subito dopo la fine della guerra in sud America, aveva goduto della protezione di diverse persone e di una rete in Germania che gli ha garantito una copertura economica per più di trent'anni.
Betina, sconvolta da questa verità ha voluto interrogare la sua ex maestra, intervistare numerose vittime di Mengele, leggere le sue lettere e ricercare per anni la verità su documenti ufficiali.
Mengele, il medico tristemente noto come l'Angelo della morte, ha selezionato e inviato personalmente migliaia di persone alle camere a gas, torturato e svolto esperimenti illegali soprattutto su bambini e gemelli utilizzandoli come cavie, causandone spesso la morte o l'invalidità.
Eppure è rimasto impunito fino alla morte, accudito e protetto, mentre le poche vittime sopravvissute continuavano a chiedersi cosa quel medico avesse fatto loro e perché lo avesse fatto.
Questo libro non risponde al bisogno di ricostruire la vita di un criminale e dargli visibilità, bensì verte sull'esigenza etica di interrogarsi, soprattutto riguardo "all’etica nella ricerca medica e nella medicina, i pericoli dell’ideologia di estrema destra, la fallacia del razzismo biologico, l’importanza di punire i criminali di guerra e coloro che commettono crimini contro l’umanità, il risarcimento alle vittime, il concetto stesso di bene e male."
Nascondere Mengele. Come una rete nazista ha protetto "l'Angelo della morte." di Betina Anton
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