Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Una raccolta di poesie che si colloca nel presente urbano e domestico di una Bologna riconoscibile non tanto attraverso monumenti o coordinate geografiche, quanto attraverso supermercati, palazzi, terrazze, stanze, automobili, oggetti d’uso quotidiano. È uno spazio abitato da persone che si sfiorano senza necessariamente conoscersi.
La dimensione temporale è quella del presente, ma continuamente attraversata dalla memoria, dal lutto e dalle possibilità di una vita diversa.
La raccolta procede per episodi minimi, senza una trama lineare. Una cassiera di supermercato, una visita all’Ikea, l’osservazione di una vicina improvvisamente assente, una casa lasciata alle spalle, un animale, un incontro casuale diventano occasioni per interrogare ciò che normalmente resta ai margini dello sguardo.
La poesia non cerca l’eccezionale: individua nell’ordinario una densità emotiva che può aprirsi alla compassione, alla solitudine, al desiderio, alla perdita. Anche quando il testo sembra muoversi verso l’ironia o la leggerezza, affiora una zona più profonda, nella quale l’allegria non cancella il dolore ma lo attraversa.
Questa ambivalenza è una condizione condivisa, il centro concettuale del libro: le “malinconie” non sono l’opposto delle “allegrie”, ma ciò che spesso si nasconde dentro di esse. La poesia nasce allora da un atto di attenzione. Guardare l’altro significa riconoscere una vulnerabilità comune, senza trasformarla in sentimentalismo. Le vite osservate dalla poetessa conservano la loro concretezza, ma acquistano una risonanza più ampia: il particolare diventa accesso all’universale.
"Io le so le case
che non abito più;
ci passo da fuori,
le guardo intimidita,
mancata per non so quale
fatalità
a un’altra vita."
Malinconie travestite da allegrie di Beatrice Zerbini
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