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divani in viaggio
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«Sotto gli istituti bancari e i tappeti di primule, dormono sangue, lacrime e antiche paure. L'Isola dei Fiori cela la morte nelle sue viscere».
Ambientato tra gli anni Sessanta e il presente sull'isola di Jersey, nelle Isole del Canale, il romanzo prende spunto dal reale caso dell'orfanotrofio di Haut de la Garenne, finito al centro di un'inchiesta nel 2008 dopo il ritrovamento di presunti resti umani che portarono alla riapertura delle indagini sui maltrattamenti subiti da centinaia di bambini.
Su questo sfondo storico si sviluppa una vicenda di finzione.
La storia segue due linee narrative.
Quella del passato in cui la protagonista è Lily, una bambina cresciuta nell'orfanotrofio, che trova rari momenti di serenità tra la natura del bosco.
Mentre l'istituto è descritto come un luogo di disciplina spietata, dove punizioni, privazioni, violenze fisiche e abusi scandiscono la quotidianità dei piccoli ospiti, considerati bambini da correggere più che da proteggere.
Quella del presente dove una giovane ornitologa arriva a Jersey per ricostruire la storia del padre, che trascorse nell'orfanotrofio i suoi primi cinque anni di vita e conserva un solo ricordo: una bambina di nome Lily. La sua ricerca la conduce tra vecchie istitutrici, registri incompleti, archivi di polizia e testimonianze spesso contraddittorie, mentre emerge il clima di reticenza che per decenni ha impedito di fare piena luce su quanto accaduto nell'istituto.
L'autrice alterna continuamente presente e passato, facendo procedere l'indagine storica e la vicenda di Lily in parallelo. Le descrizioni della costa di Jersey, dei boschi, degli uccelli osservati dalla protagonista e delle tracce lasciate durante la Seconda guerra mondiale contribuiscono a creare un forte senso del luogo, trasformando il paesaggio in una metafora della memoria: sotto una natura rigogliosa e un'isola prospera si nascondono segreti mai davvero sepolti.
Lo stile è lineare e documentato, con un'attenta ricostruzione storica che si fonde con la narrazione senza appesantirla, dando vita a un romanzo di denuncia che invita a riflettere sulle responsabilità delle istituzioni, sul valore della memoria e sulla difficoltà di ottenere giustizia.
L'ora del volo di Maud Simonnot, Barta 2026
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