Un mondo di libri:
divani in viaggio
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Roma, giorni nostri.
Nella periferia di Roma, le vite di alcuni adulti fragili si intrecciano attorno alla figura luminosa di Lina, una bambina di nove anni. Lina vive con la madre Elena e con Max, uno scrittore in crisi che, pur non essendo il padre biologico, cerca di costruire con lei un rapporto autentico. Attorno a questo nucleo si muovono altri personaggi segnati da inquietudini sentimentali, desideri irrisolti e sensi di colpa: relazioni che si formano, si spezzano e si ricompongono mentre la quotidianità mette a nudo le loro fragilità.
La narrazione segue da vicino i pensieri dei diversi personaggi, mostrando come ciascuno interpreti gli stessi eventi secondo la propria sensibilità. In questo mosaico di voci, lo sguardo di Lina emerge per la sua limpidezza: la sua spontaneità e il suo modo diretto di osservare il mondo rendono visibili contraddizioni e paure che gli adulti spesso non riescono a riconoscere. Il sasso del titolo, che si rifà alla storia della "zuppa di sasso" che piace tanto a Lina, richiama simbolicamente l’idea di qualcosa di semplice e apparentemente insignificante che, condiviso, può diventare il punto di partenza per creare dei legami, ricordando che anche nelle vite più confuse esiste sempre la possibilità di ricominciare.
"“Perché lui aveva il sasso.”
“Esatto. Vedi che ti ricordi. Lui aveva il sasso, un sasso che non cuoce mai.”"
Lina e il sasso di Mauro Covacich
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