Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Atene, 2022-2024.
Una madre scivola lentamente nell’ombra dell’Alzheimer, mentre il figlio raccoglie i frammenti della sua memoria. Tra i pochi ricordi che resistono all’erosione del tempo emergono quelli degli anni trascorsi come secondina nelle carceri femminili di Averoff e Korydallos.
Da questa materia intima nasce un racconto che intreccia memoria familiare e storia collettiva. Il protagonista segue le tracce della madre attraverso episodi, silenzi e immagini che affiorano dal passato, cercando di comprendere una donna rimasta per tutta la vita enigmatica e distante.
"Crede che sia io il responsabile del disordine della sua vita quotidiana. Che sia io a creare le tenebre del caos che la circonda: lei si limita a inciamparvi. E invece le tenebre sono dentro di lei, come l'inchiostro dentro il corpo delle seppie. È soltanto questione di tempo che ne impregni ogni fibra."
Ne emerge un dialogo struggente tra presenza e assenza, tra ciò che viene ricordato e ciò che sfugge per sempre.
Più che una narrazione autobiografica, il libro è una riflessione sul potere della memoria e sulla fragilità dell’identità. Davvetas osserva il legame madre-figlio con delicatezza, evitando ogni sentimentalismo, e trasforma il carcere in una metafora: luogo di custodia, ma anche di prigionia emotiva. La scrittura, essenziale e poetica, procede per lampi e risonanze interiori, affidando alle omissioni lo stesso peso delle parole.
La secondina di Nikos Davvetas
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