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divani in viaggio
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Los Angeles, 2029.
Ci sono romanzi che cominciano con un enigma. Altri con una perdita. Questo, invece, si apre con una cancellazione totale.
Larry Shock lavora a Los Angeles come impiegato da Starbucks. È un uomo qualunque, con una villetta, una moglie, un figlio, un cane, un padre ricoverato in ospedale. Una vita ordinaria, fatta di abitudini e piccole certezze. Poi, nel giro di poche ore, tutto scompare.
Tornando a casa dopo il lavoro, Larry non trova più la sua villetta. Al suo posto c’è una palazzina a tre piani, al citofono non risponde nessuno, il numero di telefono della moglie risulta inesistente. Quella che sembrava una giornata come le altre diventa l’inizio di una frattura inspiegabile.
"Nel giro di mezza giornata la sua vita, per come l'aveva sempre conosciuta, era scomparsa, svanita nel nulla. E la cosa piu assurda e brutale era che soltanto lui se ne rendeva conto. Gli altri apparivano assolutamente insensibili al dramma di Larry, un dramma che non potevano capire."
Larry passa la notte in macchina. Il giorno dopo prova a tornare al lavoro, ma al posto di Starbucks trova un multiplex cinematografico.
Da qui il romanzo prende una piega che richiama le atmosfere dell’assurdo: echi di Franz Kafka e di Luigi Pirandello si avvertono nella progressiva esclusione del protagonista dalla realtà condivisa. Ma, a differenza della claustrofobia kafkiana, la narrazione mantiene un tono semplice, quasi asciutto, e non insiste sull’angoscia. Larry non urla contro il mondo: cerca soluzioni pratiche.
Va alla polizia, ma non risulta registrato in alcun archivio. In ospedale scopre che il padre è morto. In banca trova molti più soldi sul conto di quanti ne ricordasse. Ogni luogo restituisce una verità che non coincide con la sua memoria. Eppure il mondo sembra funzionare perfettamente.
È qui che il romanzo compie una svolta inattesa. Invece di inseguire ossessivamente ciò che ha perduto, Larry decide di ripartire. Trova di nuovo lavoro da Starbucks, compra una casa, incontra una collega. La sua seconda vita ha il sapore di una possibilità: come se la realtà, dopo averlo espulso, gli avesse concesso una seconda chance.
La scrittura segue questo movimento con coerenza. Il tempo scorre, le giornate si somigliano, e il lettore è portato a chiedersi se l’identità sia davvero legata alla memoria o piuttosto alle scelte presenti. Ricostruirsi è più semplice che cancellare. Il passato, anche quando non ha più riscontro nel mondo, continua a bussare.
La vera frattura non è la sparizione della realtà , ma lo scarto tra come ci ricordiamo e come veniamo riconosciuti dagli altri. Che cosa resta di noi, se nessuno può confermare chi siamo stati? E quante vite può contenere una sola esistenza?
Un romanzo breve sull’identità e sulle infinite possibilità della vita, che incuriosisce e inquieta.
La seconda vita di Larry Shock di Giuseppe Pietro Tornatore, Robin edizioni 2025
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