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divani in viaggio
divani in viaggio
Torino, 2016
Aryna è una quindicenne nata in Romania, trasferitasi da poco a Torino, il cui sguardo lucido e iperanalitico cerca nella razionalità una forma d'ordine capace di contenere il disorientamento emotivo e sociale che la attraversa. Il trasferimento non è solo geografico ma esistenziale: Aryna si muove in uno spazio in cui ogni elemento: il nome, l’accento, i vestiti, il denaro, contribuisce a segnalarla come “altra”, costringendola a una continua negoziazione tra invisibilità e ipervisibilità, tra desiderio di integrazione e rifiuto di assimilazione.
In questo contesto si inserisce il rapporto con Marco, che apre una possibilità di riconoscimento reciproco ma non riesce a ricomporre la frattura più profonda tra interiorità e immagine esterna. Il corpo, infatti, diventa il vero campo di tensione del romanzo: luogo di iscrizione delle differenze sociali e culturali, ma anche unico spazio su cui la protagonista tenta di esercitare un controllo, fino a sfiorare dinamiche autodistruttive. L’adolescenza, qui, non è una fase transitoria ma una condizione persistente di instabilità, in cui ogni identità appare come provvisoria e continuamente esposta allo sguardo giudicante degli altri.
Una riflessione sulla formazione del sé in contesti segnati dalla migrazione e dalla disuguaglianza sociale.
“Apro le braccia e corro giù per la discesa. Sono corpo che cammina, sono polmoni che si riempiono e si svuotano, sono cuore, che batte, sono muscoli in movimento”.
Una scrittura che non consola ma scava, lasciando il lettore dentro una domanda irrisolta su quanto di ciò che siamo sia davvero nostro e quanto invece sia il prodotto di uno sguardo esterno che ci precede e ci definisce.
La ragazza d'aria di Andreea Simionel
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