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divani in viaggio
divani in viaggio
Roma, 1975.
Erika Keller è una scrittrice ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento, un giorno incontra un suo amico in compagnia di una giovane donna tedesca, Lena.
La donna è gioviale, vivace, racchiude in sé la spensieratezza di una bambina e non vede l'ora di diventare amica di Erika.
Erika però è restia ad avere un legame con Lena perché ancora imprigionata nella sua diffidenza verso il popolo tedesco. L'insistenza di Lena però le permette di conoscerla meglio, di scoprire il passato fatto di abusi e abbandoni e di dare inizio ad un'amicizia complessa che porta Erika in contatto con paure che giacciono nel suo animo da sempre.
Entra in mondi lontani da cui l'amica è avvolta, come quello dell'arte e del buddismo e dell'omosessualità.
Un romanzo che ha al centro la figura della donna nella sua complessita e che parla di prospettive diverse, del dolore dell'Olocausto, di omosessualità e di libertà personale.
“Mi chiedevo perché era così difficile la semplice verità individuale, collettiva, mondiale. Perché bisogna scavarla nella profondità forse irraggiungibile che ci costringe a rimanere sulla superficie di ciò che ci abita? C’era da smarrirsi di fronte alle menzogne anche quelle gratuite, insignificanti, quotidiane”.
L'amica tedesca di Edith Bruck
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