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divani in viaggio
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Al Museo del Louvre sta per iniziare un progetto destinato a dividere il mondo dell’arte: il restauro della Gioconda.
Aurélien, raffinato curatore della sezione dipinti, guarda con crescente disagio la nuova direzione del museo, ormai orientata verso eventi spettacolari, marketing e visibilità internazionale.
Attorno al capolavoro di Leonardo si muove una folla di personaggi legati all’arte in modi diversi: Homéro, giovane addetto alle pulizie sensibile e spaesato; Hélène, dirigente della comunicazione affascinata da lui; Gaetano, restauratore italiano scelto per l’intervento; studiosi, consulenti e specialisti convinti che anche un dipinto immortale possa diventare un’operazione mediatica.
Mentre il museo cerca di trasformare il restauro in un evento globale, emergono in Aurélien paure profonde: fino a che punto si può intervenire su un’opera senza tradirne l’anima?
Il romanzo utilizza il restauro della Gioconda come centro simbolico di una riflessione più ampia sulla società contemporanea. Da una parte c’è il desiderio di conservare il passato, custodire la memoria, proteggere la complessità dell’arte; dall’altra la necessità di rendere tutto immediatamente visibile, spettacolare, redditizio.
Aurélien vive questo conflitto in modo quasi esistenziale: il museo rappresenta per lui un rifugio ordinato, un luogo dove il tempo può ancora essere rallentato e interpretato attraverso la pittura.
Per questo guarda con inquietudine la trasformazione del Louvre in macchina comunicativa.
Anche gli altri personaggi sembrano cercare nell’arte una forma di salvezza personale: Homéro attraverso il corpo e il movimento, Hélène tramite il desiderio, Gaetano nella ricerca quasi ossessiva dell’autenticità.
Molto significativo è il prologo dedicato al restauratore Robert Picault, figura che racchiude il nucleo del romanzo: “Gli piacerebbe che facessero lo stesso con la sua anima, staccandola dalla sua vecchia carcassa stanca”.
Restaurare significa allora tentare di vincere il tempo, ma anche rischiare di alterare irrimediabilmente ciò che si vuole salvare.
Lo stile, elegante e ricco di lessico specialistico, alterna osservazione psicologica e storia dell’arte, con pochi dialoghi e una narrazione densa di contemplazione.
L'alleggerimento delle vernici di Paul Saint Bris, Barta 2026
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