Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Valle del Belice, 1968
Un padre e una figlia in equilibrio su un cornicione spezzato: da questa immagine sospesa, quasi irreale, prende avvio un romanzo che intreccia memoria privata e tragedia collettiva.
Da qui il racconto si apre in un lungo ritorno verso la Valle del Belice devastata dal terremoto: il viaggio sulla Fiat 1100 attraversa freddo, macerie e silenzi familiari, mentre la voce narrante, vicinissima allo sguardo della bambina, ricompone frammenti di passato.
Tra ricordi della madre morta troppo presto, racconti della nonna, quaderni pieni di storie, tensioni mai sopite tra le due famiglie, emerge il ritratto di una Sicilia fatta di doti, guerra, musica e ostinazione.
Ogni passo sui calcinacci riporta alla luce episodi dimenticati: l’amore contrastato dei genitori, i racconti sul fascismo e sugli americani nascosti durante la guerra, le fiabe narrate, le sere a teatro. La bambina osserva tutto e domanda tutto, nel tentativo di capire chi siano davvero gli adulti che la circondano, mentre gli adulti si interrogano su quale senso dare al domani e su cosa, e come, ricostruire.
Il romanzo colpisce soprattutto per la capacità di trasformare il ricordo in materia viva.
“I ricordi sono infidi, ti inseguono che sembrano stormi di uccelli in volo, velocissimi”: è questa la chiave emotiva dell’opera, costruita su immagini intense e una lingua densa ma fluida.
La felicità del padre di Clelia Lombardo, Avagliano editore 2026
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