Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Roma, 2006.
Lea Linder, alterego di Edith Bruck, è una scrittrice alla ricerca di ispirazione per i suoi libri. È ormai anziana e vive insieme al marito poeta, anch'egli con qualche acciacco dovuto all'età.
Un giorno mentre si reca a fare la spesa, una signora alle sue spalle la chiama "piccola Lea di Auschwitz". Da quel momento quella donna con il cappotto verde che dopo averle rivolto la parola, scappa veloce, diventa un tormento interiore.
Nella testa di Lea si avvicendano numerose domande per scoprire l'identità di quella donna: una donna sopravvissuta al Lager, una kapò? Non valgono a nulla i moniti del marito che la esortano a lasciare perdere, Lea vuole scoprire la verità, sente che lo deve a sé, al valore della memoria.
Un inno alla memoria che se pur dolorosa permette di cancellare l'oblio dell'odio e delle atrocità.
"Lo so, lo so e conosco i miei limiti, la mia inanità nel giudicare in quella circostanza; se non mi sono fatta contaminare dal male lì, sono salva per sempre. Lascio agire il tempo, la vita. Il male contagia paesi interi, è il cancro dell’animo umano. Non so come spiegarti… Fare del male mi fa male solo a pensarci, è autodifesa?"
La donna dal cappotto verde di Edith Bruck
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