Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Instanbul, giorni nostri.
Venticinque anni dopo aver lasciato il proprio paese, la scrittrice Asena Bulut torna nella città natale per ricevere un prestigioso premio letterario. Il riconoscimento è però solo il pretesto di un viaggio più intimo: ritrovare le tracce del fratello Erol, giornalista e attivista scomparso dopo il suo rientro in Turchia. Con due passaporti in tasca e due vite ormai inconciliabili, Asena attraversa una Istanbul profondamente mutata, dove i luoghi dell'infanzia – dalla casa del melocotogno alle rive del Bosforo – non coincidono più con i ricordi.
"Mi chiedono perché sono stata via tanto tempo, nessuno perché sono tornata."
Gli incontri con la giornalista Azra e con le figure che riaffiorano dal passato la costringono a misurarsi con una domanda cruciale: è ancora possibile appartenere a una terra dalla quale ci si è allontanati, oppure il ritorno rende inevitabilmente stranieri?
Yönaç costruisce così un romanzo che supera il tema del ritorno per indagare la frattura identitaria di chi vive fra lingue, culture e memorie differenti.
Il confronto fra Asena e Azra diventa il cuore del libro: due donne della stessa generazione, ma portatrici di idee opposte sulla libertà, sull'identità e sul rapporto con la tradizione. Ne emerge una riflessione acuta sull'esilio, sulla lingua come luogo di appartenenza e sul peso della memoria familiare, in un esordio di notevole maturità che trasforma una vicenda individuale in una meditazione universale sul significato di sentirsi, contemporaneamente, di casa e in esilio.
La casa turca Açelya Yönaç
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