Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Teheran, 2026.
Farah, un donna ventenne, decide di restare in Iran nonostante la madre la spinga a partire da quel luogo di repressione e continui bombardamenti.
Poco prima di morire, la nonna le consegna una chiave: apre una casa abbandonata appartenuta al nonno, emigrato all'estero anni prima.
Al suo interno Farah trova un baule con diari, libri e documenti che restituiscono la storia di una generazione animata dal desiderio di libertà. La casa diventa così un archivio della memoria e, quando Farah vi accoglie altre donne con i loro figli, uno spazio concreto di solidarietà e resistenza.
Il passato familiare, però, non è pacificato: attraverso il diario e un segreto che coinvolge il nonno e la madre, Farah comprende quanto la storia individuale sia inseparabile da quella del Paese. La sua ricerca diventa quindi un percorso di formazione: conoscere ciò che è stato taciuto significa conquistare la possibilità di scegliere chi essere.
Moshir Pour procede con una scrittura limpida e tesa, affidata alla forza narrativa degli oggetti e dei luoghi. La chiave, la casa, il diario non sono semplici simboli, ma strumenti attraverso cui il passato agisce sul presente. Ne nasce un romanzo politico e intimo insieme, dove la memoria non coincide con la nostalgia: è una forma di conoscenza e, soprattutto, una possibilità di futuro.
"Ma chi non ha un palcoscenico, ha comunque le parole. Le parole ci appartengono e possono fare la differenza. Perché noi, che non abbiamo i canali televisivi, abbiamo i cafè, le strade, le canzoni, la memoria."
La casa dimenticata di Pegah Moshir Pour
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