Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Copenaghen, anni Sessanta.
In una casa borghese apparentemente ordinaria vive Lise Mundus, scrittrice di libri per bambini, moglie e madre: una donna che, lentamente, comincia a perdere il controllo della propria realtà. La crisi nasce tra le mura domestiche, dove tradimenti, tensioni familiari e una crescente solitudine incrinano ogni equilibrio, fino a trasformarsi in un vero crollo psichico.
“Ma allora dov’è che esisto io?” […] “Nella coscienza degli altri.”
I volti delle persone che la circondano iniziano a deformarsi, moltiplicarsi, confondersi: marito, figli, domestica e amici diventano presenze ambigue, quasi mostruose. Lise è convinta di essere vittima di un complotto per farla impazzire, mentre le voci nella sua mente si fanno sempre più insistenti. Il tentativo di fuga da questa spirale la conduce in un ospedale psichiatrico, dove però il confine tra realtà e allucinazione si dissolve ulteriormente, trasformando il ricovero in un labirinto mentale senza certezze.
Il romanzo si muove così sul filo sottile tra identità e dissoluzione: chi è davvero malato? E quanto lo sguardo degli altri contribuisce a definire o distruggere il sé? La scrittura diventa l’unico appiglio possibile, un gesto fragile ma necessario per ricomporsi.
Lo stile è lucido e inquieto, capace di fondere ironia e angoscia in una narrazione che scivola continuamente tra interno ed esterno, restituendo con precisione quasi chirurgica il caos della mente.
I volti di Tove Ditlevsen
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