Un mondo di libri:
divani in viaggio
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Taipei, anni Ottanta e Novanta.
Sullo sfondo di una società in rapido cambiamento ma ancora segnata da forti convenzioni sociali, il libro segue la giovane Lazi durante gli anni universitari, tra amicizie intense, relazioni sentimentali travagliate e la difficile ricerca di una propria identità.
La narrazione alterna il racconto della vita di Lazi a brevi episodi dedicati a un enigmatico “coccodrillo”, creatura antropomorfa costretta a nascondere la propria natura per sopravvivere in un mondo che la osserva con sospetto. Questa figura allegorica diventa il riflesso delle esperienze di marginalità, desiderio e invisibilità vissute dai personaggi, senza mai trasformarsi in una semplice metafora univoca.
Più che una storia d’amore, il romanzo è una meditazione sull’alienazione, sul bisogno di essere riconosciuti e sul prezzo dell’autenticità. Qiu Miaojin adotta uno stile frammentario, febbrile e profondamente emotivo, capace di passare dall’ironia alla disperazione con sorprendente naturalezza. Le pagine restituiscono il caos dell’età giovanile, quando amicizie, passioni e ossessioni sembrano assolute e definitive.
Pubblicato nel 1994, il libro conserva una straordinaria forza letteraria: non solo come testimonianza pionieristica dell’esperienza queer a Taiwan, ma come racconto universale della solitudine, del desiderio di appartenenza e della difficile costruzione di sé.
«Anche se non riuscivo a definire ciò che ero, sapevo ciò che non ero.»
I taccuini del coccodrillo di Qiu Miaojin
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