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divani in viaggio
divani in viaggio
Palermo, giorni nostri.
Un medico si risveglia sentendo la moglie Alma chiamarlo Alfredo, un nome che non gli appartiene. Quando scopre che Alma è scomparsa, la cerca tra amici e luoghi condivisi, mentre riaffiorano i dodici anni trascorsi insieme: il loro incontro in un bar, i disegni di lei, le gelosie, le incomprensioni e un amore vissuto con intensità ma anche con difficoltà comunicative.
Ogni testimonianza sembra aprire una nuova pista e alimenta il sospetto che Alma abbia deciso di fuggire con un altro uomo, forse quell'Alfredo.
Tra false tracce, ricordi frammentati e continui ritorni al passato, il protagonista mette in discussione non solo ciò che è accaduto, ma anche la propria capacità di comprendere la donna che ha sempre amato.
«Non c'è modo di evitare la sofferenza. Anche se anestetizzassi più del necessario e rendessi inerti i tessuti fino alla paralisi, non uscirei dalle sensazioni. È il motivo per cui di tanto in tanto mi fingo inumano e scosto il limite dell'indifferenza. Suona come un rifugio, una dimensione privilegiata dalla quale osservo indisturbato il destino.»
La narrazione in prima persona procede per flusso di coscienza: i ricordi si sovrappongono al presente, la cronologia si frantuma e il lettore ricompone la vicenda insieme al protagonista.
L'indagine non cerca soltanto una persona scomparsa, ma mette in scena il modo in cui la memoria altera, protegge dal dolore e talvolta inganna.
La dimensione investigativa lascia così spazio a una confessione sulla fragilità delle relazioni umane, mentre il mare, presenza costante, diventa il simbolo di ciò che si perde, riaffiora e continua a vivere oltre l'assenza.
Il fiore del ricordo di Angelo Di Liberto, Gallucci 2026
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