Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Nell’Ungheria meridionale, ai margini di un bosco, all’inizio del Novecento, il Waldschloss custodisce la famiglia aristocratica dei von Lázár.
È ancora l’epoca dell’Impero austro-ungarico, ma l’ordine sociale che sostiene il loro privilegio contiene già i propri segni di dissoluzione.
Qui nasce Lajos, bambino dalla pelle trasparente e dagli occhi azzurri, la cui fisionomia alimenta nel padre Sándor il sospetto di un’origine diversa: «Ai margini dell’oscuro bosco c’era ancora la neve del secolo defunto, quando Lajos von Lázár, il bambino trasparente dagli occhi azzurri come il mare, intravide per la prima volta l’uomo che, a lungo anche dopo la sua morte, avrebbe creduto essere suo padre».
Sándor è un barone legato al decoro, alla disciplina e alla conservazione dei privilegi; Maria, sua moglie, vive invece l’insofferenza di un matrimonio ormai svuotato. Lajos e la sorella Ilona ricevono un’educazione aristocratica affidata ai precettori, ma proprio dentro questa apparente stabilità affiorano desideri, rivalità e pulsioni che incrinano la facciata familiare. La morte misteriosa di un giovane precettore, ritrovato nella neve e sfigurato dai corvi, introduce subito quella commistione di realismo, inquietudine e fiaba nera che diventerà una cifra del romanzo.
La storia procede per tre generazioni e per brusche cesure temporali. Dopo il crollo dell’Impero, Lajos sposa Lilly e tenta di ricostruire il patrimonio attraverso una nuova mentalità economica, mentre la famiglia si sposta fra campagna e città. Nella generazione successiva emerge Pista, primogenito di Lajos e Lilly, figura quasi speculare al padre: scuro, introverso, attraversato da un rapporto irrisolto con la memoria familiare. La sua vicenda conduce il lettore nell’Ungheria filonazista, nella persecuzione degli ebrei e nella guerra fino all’arrivo dell’Armata Rossa e del regime comunista che cancellano proprietà, imprese e posizione sociale dei Lázár, trasformandoli da possidenti in profughi.
Biedermann non costruisce però un romanzo storico documentario. I capitoli brevi, gli spostamenti repentini del punto di vista e le ellissi producono una cronologia discontinua, mentre personaggi storici reali entrano nella vicenda senza sottrarle il suo carattere visionario.
La scrittura alterna precisione anatomica e metafora, lirismo e crudezza.
I Lázár di Nelio Biedermann
Contattami via email: unmondodilibri19@gmail.com
Copyright © 2021 unmondodilibri.com. All Rights Reserved.