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divani in viaggio
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New York, anni '50.
Charlie Gordon è un bambino afflitto da forte demenza, la madre gli impone comportamenti normali, fingendo che il figlio non abbia alcun problema. Quando poi sopraggiunge una sorellina allora decide di allontanarlo dalla famiglia per togliersi di dosso quel figlio che è come un marchio infamante. Il bambino viene affidato ad un istituto dove inizia una cura sperimentale ad opera di due dottori che saranno in grado di dargli un'intelligenza fuori dal comune. Per Charlie, che redige di suo pugno un diario dei miglioramenti, l'intelligenza non è una cosa semplice da gestire. La sua cultura vastissima, appresa in pochissimo tempo, lo allontana da tutti, impedendogli quell'empatia con gli altri che invece aveva con la demenza.
Per primo, partecipando alle ricerche sul suo esperimento si renderà conto che sarà destinato a dimenticare tutto ciò che ha imparato e a regredire lentamente fino alla morte. L'osservazione trova conferma sul destino di Algernon, un topo che ha subito il suo stesso trattamento e che morirà.
"Ma io so adesso che voi tutti avete trascurato una cosa: l’intelligenza e l’educazione che non siano temprate dall’affetto umano non valgono nulla. […] L’intelligenza senza la capacità di dare e ricevere affetto porta ad un tracollo mentale e morale, alla nevrosi e forse anche alla psicosi. E io dico che la mente assorta e chiusa in sé stessa come un fine centrato nell’io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore."
Un romanzo di fantascienza che fa i conti con l'idea di conoscenza che può diventare controproducente per l'essere umano.
Fiori per Algernon di Daniel Keyes
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