Un mondo di libri:
divani in viaggio
divani in viaggio
Argentina, giorni nostri.
Quattro racconti estesi e potenti affrontano senza timore alcune delle zone più oscure e perturbanti dell’esperienza umana: l’incesto come deriva amorosa, l’ambiguità del desiderio, la violenza della criminalità, l’irruzione dell’ignoto attraverso presenze aliene e la vertigine di una vita postuma vissuta come automi.
Si tratta di testi che affascinano e inquietano allo stesso tempo, capaci di agire nelle pieghe dell’immaginario con la stessa forza con cui interrogano i confini del possibile. La scrittura di Downey è narrativa nel senso più pieno del termine, ma al tempo stesso perturbante e magnetica: non cerca scorciatoie emotive né indulgenze simboliche, preferendo invece aprire abissi nei quali il lettore è chiamato a riflettersi, senza protezioni.
È un modo di raccontare che rifugge ogni ambizione didascalica. Non c’è morale, non c’è spiegazione. Il testo mostra un tratto di strada, poi si arresta. Tuttavia, una volta chiusa la pagina, resta la sensazione che quelle traiettorie continuino oltre il margine: i personaggi, ormai sottratti al controllo dell’autore, sembrano proseguire da soli, come presenze vive che non hanno più bisogno di essere seguite per esistere.
Fiori che si aprono di notte di Tomás Downey, Gran vía 2025
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